Se mi baci ti sposo! Una incredibile storia del 1714

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“Bacio dato per forza in qualunque luogo, sia punito colla pena di morte, tanto in Napoli, quanto in tutti i luoghi del regno.”

dalla prammatica De osculantis mulieres (“Sul baciare le donne”) del 9 marzo 1563


“Mamma! Papà! Raccontatemi di come vi siete innamorati”. Questa è la domanda che prima o poi ogni figlio pone ai suoi genitori. La stessa domanda avranno posto tanto tempo fa i figli di Paolo Iusco e Teresa De Nitto, sposatisi nel lontano 1715 a Bari. E il buon Paolo ne aveva di storie da raccontare: ad esempio di quella volta che per un bacio alla mamma rischiò di perdere la testa, nel vero senso della parola.


Il Bacio di Francesco Hayez (olio su tela, 1859)


Sin dai tempi di re Roberto d’Angio (1309-1343), nel Regno di Napoli baciare una donna contro la sua volontà era considerato un reato grave, punibile anche con la pena di morte.

Si sottolineava quanto fosse “detestabile e gravissimo il delitto di baciar le donne per forza nelle loro case, nelle chiese, nelle strade pubbliche ed in altri luoghi, e di malissimo esempio, e gli scandali che da quello ne potrebbero nascere” (cit. V. A. Melchiorre). Nulla da dire: una posizione all’avanguardia nella lotta alla violenza di genere!

La Prammatica De osculantis mulieres (“Sul baciare le donne”) del 9 marzo 1563 richiamò in vigore questa norma: “Bacio dato per forza in qualunque luogo, sia punito con la morte, tanto in Napoli, quanto in tutti i luoghi del regno.”


Vi era un solo modo per sfuggire alla terribile punizione: bisognava sposare la donna baciata.

Ma cosa succedeva quando un uomo era accusato ingiustamente di aver baciato una donna? Magari al fine di estorcergli un matrimonio? Ve lo racconto parlandovi della disavventura capitata al povero Paolo Iusco, molinaro barese, nei primi anni del ‘700.


La Prammatica De osculantis mulieres (“Sul baciare le donne”) del 9 marzo 1563


Ecco i fatti: siamo a Bari, nel novembre del 1714.

Il venticinquenne molinaro Paolo Iusco viene accusato dalla giovanissima Teresa de Nitto di averlo baciato con la forza. Abbiamo visto come all’epoca per un’accusa del genere si poteva anche essere giustiziati!

Per fortuna di Paolo, la signora Grazia Lasorsa, vicina di casa della ragazza, può testimoniare “per chiarezza della verità e per disgravio della sua coscienza” che Teresa si era inventata tutto, solo per farsi sposare da Paolo.


“Vero è che Paolo Iusco, molinaro, t’ha baciata?” E detta Teresa rispose e dice: “Non m’ha baciata, et intanto ho detto che Paolo mi ha baciata perché me l’have detto Grazia moglie di Vito Palmicerto, bocciero, che abita qua sopra, quale mi ha detto: ‘Dì tu Teresa che sei stata baciata da Paolo, così sarai sposata dal medesimo’, ma in realtà – soggiunse Teresa – io non sono stata baciata da detto Paolo”

dalla dichiarazione di Grazia Lasorsa davanti al notaio Giovanni Moreno (Bari, 16 novembre 1714)


Dichiarazione di Grazia Lasorsa davanti al notaio Giovanni Moreno (Bari, 16 novembre 1714)


Il mancato bacio è testimoniato dalla dichiarazione di un’altra vicina della giovane, che racconta di un dialogo avvenuto tra Paolo e Teresa il 7 novembre 1714, a tarda sera.

Paolo si presentò sotto casa di Teresa e le chiese: “Come Teresa, dici che t’ho fatto niente o’ baciata?” Affacciandosi alla finestra, Teresa rispose: “Chi ti conosce, ma ti smentisco, solamente t’ho dato uno paro d’ova che fu la Pascha!


Dichiarazione di Grazia Bellino davanti al notaio Giovanni Moreno (Bari, 16 novembre 1714)


Il bacio ci fu o Teresa si inventò tutto? Cosa accadde veramente tra i due nessuno può dirlo. Quello che sappiamo con certezza è che un anno dopo questi fatti, il 19 novembre 1716 Paolo Iusco e Teresa de Nitto…si sposarono!


Matrimonio tra Paolo Iusco e Teresa Nitti (Bari, 1715)


Un altro testimone accusò nuovamente Paolo del bacio? Oppure il giovane avrà premiato un amore così insistente ricambiandolo infine? Non lo sappiamo. Resta però scritto nei documenti il racconto della nascita di una famiglia a dir poco originale.

Paolo e Teresa furono marito e moglie per oltre 50 anni! Ebbero diversi figli, e oggi chissà quanti di noi devono la loro vita anche a questo amore improbabile, in quanto discendenti dei due. Uno di questi sono io: Paolo Iusco e Teresa de Nitto sono due dei miei 512 ottavoli, ovvero trisnonni di un mio trisnonno.


Catasto onciario di Paolo Iusco e Teresa Nitto (Bari, 1752 circa)



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Il cofanetto delle ricerche
Il cofanetto delle ricerche (© Storiedifamiglia)



Fonti:
Il Bacio di Francesco Hayez (olio su tela, 1859)
– V. A. Melchiorre, Storie baresi, Levante editore, p. 182
Dizionario delle leggi del Regno di Napoli tratto da’ fonti delle costituzioni, capitoli, riti, arresti, prammatiche, novelle costituzioni, dispacci, e consuetudini di Napoli. 1778, vol. 3, p. 233
– Archivio capitolare di Bari, Registro dei matrimoni, anno 1715, Matrimonio di Paolo Iusco e Teresa de Nitto
– Archivio di Stato di Bari, not. Giovanni Giuseppe Moreno, scheda 66, anno 1714, Dichiarazione di Grazia Lasorsa e Grazia Bellino
– Archivio di Stato di Bari, Catasto onciario, Bari, Catasto onciario di Paolo Iusco


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