Finché morte non ci separi

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“Scendono uniti nella tomba come amorosamente un di’ si giurarono fede all’altare”

Per i funebri commoventissimi dei coniugi Rachele Falangola e Giuseppe Demattia (1895)


Con queste parole il 13 novembre 1895 furono accolti nella chiesa di Noicattaro i feretri di Giuseppe Demattia e Rachele Falangola, marito e moglie da oltre 50 anni, morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra. Se non è amore questo…


Ma chi sono Giuseppe e Rachele?

Giuseppe De Mattia nasce il 26 giugno 1803 a Noicattaro, piccolo centro non lontano da Bari, figlio di Francesco e Domenica Franchini. La sua è una famiglia in vista a Noiacattaro: suo padre è un negoziante di idee liberali.
Dopo una prima formazione nei seminari della provincia, Giuseppe si trasferisce a Napoli dove consegue la laurea in giurisprudenza diventando avvocato.




Ma la vera passione di Giuseppe è la pittura: a Napoli frequenta l’Accademia artistica napoletana e in seguito perfeziona la sua arte a Roma alla scuola di Vincenzo Camuccini. Giuseppe dedica tutta la sua vita alla pittura e molte delle sue opere ornano ancora alcune chiese di Noicattaro e dei dintorni.

Durante uno dei suoi viaggi a Napoli Giuseppe conosce Rachele Falangola, figlia di Nicola e di Raffaella Dellanoce, discendente da una nobile famiglia di Sorrento. Si sposano intorno al 1841: lui ha 37 anni, lei è poco più che ventenne.


Lo stemma della famiglia Falangola di Sorrento


Circondati dall’affetto di figli e nipoti, Giuseppe e Rachele vivono a Noicattaro e la loro casa diventa un punto di riferimento e di ritrovo per la società nojana. Oltre all’attività artistica del marito, anche Rachele è molto apprezzata nel suo ruolo di ispettrice scolastica.


Giuseppe e Rachele muoiono a poche ore di distanza l’uno dall’altra, tra la sera del 11 e la mattina del 12 novembre 1895.

“Donna Rachele soffriva di cuore e dopo lunghe sofferenze si spense nelle ultime ore dell’11 novembre 1895. Aveva 75 anni. Il pittore, molto avanti negli anni (ne aveva 92) e immobilizzato dagli acciacchi della vecchiaia, viveva in altra camera. Quando gli fu comunicata la triste notizia della fine della moglie, ebbe la forza di esclamare: “è morta Rachele, la regina della casa, tutto è finito per me. Non parlo più e si spense alle ore 9 del giorno successivo, 12 novembre 1895.”

Luigi Stangarone, Giuseppe De Mattia. Pittore (Cenni biografici, 1803-1895)

I loro atti di morte sono registrati sulla stessa pagina del registro dello stato civile, uniti da un legame indissolubile anche dal punto di vista storico e…archivistico! Se non è amore questo…


Atti di morte di Rachele Falangola e Giuseppe De Mattia (Noicattaro, 1894)


Giuseppe e Rachele sono i quadrisavoli di giovane donna barese, che grazie alle ricerche di Storie di famiglia ha potuto rivivere la loro storia.



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Fonti:
Giuseppe De Mattia. Pittore (Cenni biografici, 1803-1895), di Luigi Stangarone, Bari : Arti Grafiche de Tullio, 1994.
– Archivio di Stato di Bari, Comune di Noicattaro, Registro dei morti, anno 1894, atti n° 185 e 186
Famiglia Falangola in nobilinapoletani.it


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